Se Palermo “va in scena” con Emma Dante, la Sicilia intera “va in scena” con l’Opera dei Pupi…
Palermo e la Sicilia fanno da trait d’union a queste due facce della stessa medaglia, il palcoscenico e l’arte millenaria di raccontare una storia e/o un personaggio in maniera alternativa alla parola scritta.
Due facce che se pur molto lontane tra loro – un’espressione di teatro d’avanguardia che si contrappone ad un’espressione di teatro tradizionale popolare – sono tuttavia imparentate dal substrato costituito dall’uso del dialetto nella lingua e dal contesto culturale spiccatamente regionale.
Da questo nucleo comune di partenza nella forma, i due “teatri” divergono successivamente per il contenuto, che intende esprimere concetti generali a prescindere dall’ambientazione, l’uno sviluppando complesse tematiche sia a livello sociale che a livello umano, l’altro trovando un’originale via di aggiornamento per coniugare tradizione e attualità nel mondo dello spettacolo.

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