Produzione: Fandango, Rai Cinema, 2020 – 109’

Soggetto: Pietro Castellitto

Regia: Pietro Castellitto

Cast: Massimo Popolizio, Manuela Mandracchia, Pietro Castellitto, Giorgio Montanini, Dario Cassini, Anita Caprioli

Musica: Niccolò Contessa

Lingua originale con sottotitoli in greco

Quello de I predatori è un mondo in cui niente è come sembra e tutti recitano una parte, le generazioni non comunicano e soprattutto nessuno ascolta, ma tutti alzano la voce. Per il suo esordio alla regia, Pietro Castellitto, non ancora trentenne, ripropone anche dietro alla macchina da presa una caratteristica, e una dote, molto particolare che ci sembra abbia come interprete: non sai mai cosa starà per dire, è imprevedibile e spiazzante. Succede anche alla sua storia scritta già alcuni anni fa, in cui se la prende con le tante ipocrisie di un mondo borghese e intellettuale, non troppo dissimile da quello in cui è cresciuto grazie ai genitori, mantenendo invece una certa benevolenza, pur nelle azioni terribili e a tratti grottesche che compiono, nei confronti dei personaggi che mette a confronto con quelli delle seconde case in campagna: i popolani, dai commerci non sempre legali e una certa dimestichezza con le armi da fuoco. (Mauro Donzelli)

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I predatori

È mattina presto, il mare di Ostia è calmo. Un uomo bussa a casa di una signora: le venderà un orologio. È sempre mattina presto quando, qualche giorno dopo, un giovane assistente di filosofia verrà lasciato fuori dal gruppo scelto per la riesumazione del corpo di Nietzsche. Due torti subiti. Due famiglie apparentemente incompatibili: i Pavone e i Vismara. Borghese e intellettuale la prima, proletaria e fascista la seconda. Nuclei opposti che condividono la stessa giungla, Roma. Un banale incidente farà collidere quei due poli. E la follia di un ragazzo di 25 anni scoprirà le carte per rivelare che tutti hanno un segreto e nessuno è ciò che sembra. E che siamo tutti predatori.

dal 28.12 al 10.01
Online

Pietro Castellitto (Roma, 1991)

Figlio di Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini, si laurea in Filosofia presso l’università “La Sapienza” di Roma. Esordisce da giovanissimo sul grande schermo recitando nel film diretto dal padre Non ti muovere (2004). Interpreta altri film sotto la direzione paterna, La bellezza del somaro (2010) e Venuto al mondo (2012), prima di recitare in pellicole dirette da altri registi come Lucio Pellegrini in È nata una star? (2012), Scaringi in La profezia dell’armadillo (2018) e Mainetti in Freaks Out (2020). Nel 2020 debutta alla regia con il film I Predatori, di cui è anche interprete, con il quale vince il Premio Orizzonti per la miglior sceneggiatura alla Mostra di Venezia, un David di Donatello e un Nastro d’argento al miglior regista esordiente.