Si celebra quest’anno il centenario della nascita di Leonardo Sciascia, del quale onoriamo la memoria di scrittore, ancor oggi perfettamente attuale, con due film tratti dagli omonimi romanzi che ebbero (e continuano ad avere) un notevole successo, e con un documentario di recentissima produzione, realizzato per commemorarlo.
Una voce scomoda, rigorosa ed anticonformista, nel panorama intellettuale dell’epoca, che rileggendola oggi suona altrettanto sconcertante e provocatoria in un panorama intellettuale totalmente differente ma non per questo meno conformista. Profondamente legato alla sua terra ed alle sue contraddizioni, ne evince tuttavia in maniera “pirandelliana” componenti comuni dell’animo umano, quanto in maniera “gattopardesca” dei meccanismi sociali (l’incomparabile e celeberrima classificazione dell’umanità in omini, menz’omini, ominicchi e quacquaraquà).

Sciascia è sempre stato uno spirito ribelle e anticonformista. Ha saputo tracciare la sua strada particolare e tenerla dritta, fino alla fine. Ha saputo, inoltre, criticare quanto aveva attorno in maniera sempre puntuale. Nella sua vita si intrecciano la scrittura, l’attivismo politico e un’attenzione maniacale per la sua terra, la Sicilia, osservata nell’insieme di tutte le sue contraddizioni e mai scusata, come solo un siciliano può fare.
La schiettezza della sua persona si riflette nella scrittura, che è asciutta, senza orpelli, eppure (o forse proprio per questo) tagliente. I suoi romanzi sono tutti brevi: si parla di opere di un centinaio di pagine o poco più ma che, nonostante questo, permettono una precisissima puntualizzazione dei personaggi e delle situazioni.
Il nodo di partenza delle vicende è spesso quello di un romanzo giallo: è stato compiuto un delitto (come in Una storia semplice o Il giorno della civetta), compaiono delle lettere minatorie (per esempio in A ciascuno il suo), cose così. Il lettore, illuso di aver capito dove si vuole andare a parare, si rilassa: e fa malissimo. Da questo spunto iniziale, la trama prende pieghe strane, vaghe, tormentate, tanto che alla fine è quasi impossibile districarsi. Si arriva alla fine dei romanzi di Sciascia con la certezza che il colpevole non è mai quello che sembra e, soprattutto, non è mai quello che viene consegnato alla giustizia.

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Nato l’8 gennaio 1921 a Racalmuto, un piccolo paese dell’agrigentino, Leonardo Sciascia è stato uno degli intellettuali che maggiormente ha influenzato la società italiana a partire dal secondo dopoguerra. Iniziando la sua carriera come insegnante, Sciascia si dedicò alla politica e, scrittore estremamente prolifico, portò all’attenzione del grande pubblico le dinamiche interne di una Sicilia alle prese con il secondo dopoguerra e raccontando nelle sue opere dei pericolosi legami tra mafia e politica.

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dal 12.2 al 25.2
dal 5.3 al 18.3
dal 12.02 al 16.04
Online
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